Il nome della pianta Elicriso (che deriva dal greco “Helios” =”sole” e “Chrysos” =”oro”) si riferisce alla forma e al colore giallo dorato brillante dei suoi fiori (corimbi) e al fatto che cresce in luoghi aridi, sabbiosi e rocciosi molto caldi e assolati.

Già al tempo dei Greci e Romani, questa pianta veniva molto apprezzata. I sacerdoti infatti, utilizzavano i fiori di Elicriso per incoronare le statue degli Dei poiché, pur diventando secchi, non si decomponevano, resistendo nel tempo con grande brillantezza. Ritrovato in numerose pitture egizie, era legato al culto del Sole, e veniva considerato simbolo di eternità.

L’Elicriso di fatti è conosciuto anche col nome di “semprevivo”, poiché la natura scagliosa e coriacea delle brattee che avvolgono i fiori conferisce loro una lunga durata vitale.

L’ Helichrysum italicum (nome scientifico dell’Elicriso) appartenente alla grande famiglia delle Composite, è una pianta  caratteristica della bassa macchia mediterranea, dove spicca per il colore dei suoi fiori ed il profumo aromatico molto intenso e particolare. Questa pianta è una pianta suffruticosa (piccola pianta perenne legnosa con rami erbacei fino alla base, alta al massimo mezzo metro), cespitosa, ricca di fusti (30cm) senza rami, con foglie lineare-lanceolate e tomentose, con bordo ripiegato verso terra. Si presenta ricoperta da una fitta peluria argentea, che oltre a donare un aspetto vellutato e il suo inconfondibile profumo, li protegge dalle condizioni avverse del clima, specie dal calore estivo e dalla siccità dei luoghi rocciosi e aridi in cui l’Elicriso vegeta. I fiori di colore giallo oro, sono riuniti in una densa infiorescenza corimbosa che compaiono in maggio-giugno; durante l’estate avviene una seconda fioritura più scalare e meno abbondante. I frutti (acheni) sono lucenti, bianchi e di forma cilindrica.

Il profumo di Elicriso porta con se da anni i ricordi non ancora sbiaditi di pastori, che nel far ritorno a casa, portavano con se i profumi della campagna. E’ considerato ancora “Il profumo del buon ritorno”, proprio perché collegabile alla figura stanca, forte e orgogliosa del pastore.

In generale è considerata una pianta di buon auspicio, ed è per questa ragione che si usava preparare dei mazzetti di Elicriso per favorire gli incontri matrimoniali, che venivano poi bruciati la notte di San Giovanni insieme ad altre piante della tradizione. In occasione di questo rituale, ci si lavava le mani la mattina con acqua preparata la sera prima, dove vi erano stati immersi mazzetti di Elicriso, preferibilmente in numero dispari.

Le antiche massaie utilizzavano i mazzetti di questa pianta per deodorare in modo naturale le loro case, ma erano soprattutto le innumerevoli proprietà curative che avevano maggior valore. Per molti secoli infatti, hanno costituito un componente essenziale della povera farmacopea popolare.

Un’antica leggenda narra di una bellissima ninfea dai capelli dorati innamorata di un Dio, ma non corrisposta; la pietà degli Dei fece si che prima di morire, fosse trasformata in Elicriso.

Tra le credenze popolari relative ai poteri di questa pianta officinale, non poteva mancare la qualità di portafortuna.

Un antico proverbio dice: “Di fortuna resti intriso, chi si adorna di elicriso”.

Le parti utilizzate della pianta sono soprattutto i fiori; tuttavia si utilizzano anche le foglie per le tisane. Il periodo balsamico è luglio.

La composizione dell’Elicriso è molto complessa. I costituenti principali sono: flavonoidi ( naringerina, apigenina, luteolina, quercitrina), olio essenziale (pinene,eugenolo, linalolo), elicrisene, ftalidi, triterpeni, sesquiterpene azulogeno, acido caprilico, scopoletina, umbelliferone, piranoderivati, acido isovalerico, tannini, acido caffeico, fitosteroli, sitosterolo, cere e numerose altre sostanze, alcune non ancora identificate, denominate arenarina, a cui si attribuisce una probabile attività antibiotica.

Le proprietà medicinali attribuite all’Elicriso sono l’attività antinfiammatoria, antiedemigena, analgesica, decongestionante, antiallergica, anti-eritematosa, foto-protettiva, bechica, balsamica ed espettorante, anti-epatotossica. Queste attività ne fanno un valido ausilio in caso di diverse affezioni, sia per un utilizzo esterno, come per uso interno.

L’infuso delle sommità fiorite di Elicriso per via interna aiuta in tutti i casi di dermopatie (dal greco “derma” = pelle e “pathos” = sofferenza) come gli eczemi, e in modo particolare la psoriasi, per le quali può essere associata anche la balneoterapia con il suo decotto, rivelatosi più efficace dell’infuso da applicare sulle parti interessate al disturbo.

Per uso interno l’Elicriso era impiegato, oltre alla cura di psoriasi e eczemi, come rimedio contro cefalea e asma, assumendolo come decotto ed infusi. Inoltre era ritenuto efficace e veniva utilizzato per sedare la tosse, in particolare gli attacchi di pertosse, favorire l’eliminazione del catarro bronchiale, attenuare gli eccessi di asma e le infiammazioni di origine allergica della mucosa nasale: contiene infatti l’elicresene, sostanza ad azione diaforetica e pettorale.

Sembrerebbe inoltre che l’impiego di elicriso sotto forma di oleolito e unguento abbia un’azione mirata su eczemi, ustioni, eritemi solari e geloni. Recenti ricerche sembrano aver dimostrato un’azione antibiotica verso alcune forme batteriche.

Un’altra proprietà importante dell’Elicriso è quella antiedemigena, utile in caso di sindrome varicosa emorroidaria come decongestionante e analgesico, specie se associato ad altre piante antinfiammatorie come l’Aloe, e vasoattive come il Rusco e il Cipresso, ottenendo così una sinergia di azione che contrasta l’infiammazione e il dolore.

In cosmesi, gli estratti di Elicriso, vengono utilizzati per le loro proprietà dermopurificanti, astringenti, antinfiammatorie, epitelizzanti e cicatrizzanti.

Grazie all’elevata presenza di flavonoidi, la pianta svolge un’interessante azione protettiva della pelle nei confronti dei raggi ultravioletti; inoltre possiede anche una buona capacità decongestionante e lenitiva su cute e mucose.

Possiamo trovare l’Elicriso sotto forma di idrolato, estratto glicerico, olio essenziale, oleolito e unguento.

Per le loro capacità di alleviare la sensazione di bruciore e di prurito generalmente conseguente all’esposizione della pelle al sole, gli estratti vengono inoltre diffusamente impiegati in cosmetici protettivi solari e lenitivi doposole.

L’olio di elicriso, grazie all’azione sinergica dei suoi principi attivi, è usato in fitocosmesi nel trattamento topico di eczemi, psoriasi, couperose e per prevenire flebiti, edemi, ferite, cicatrici, piaghe, emorroidi.

Inoltre per la proprietà analgesica e antinfiammatoria, quest’oleolito è consigliato in caso di dolori reumatici e le varici, in quanto aiuta a riattivare la circolazione sanguigna, risultando davvero efficace in presenza di mani e piedi freddi e geloni. Inoltre quest’olio è un rimedio davvero efficace per rinforzare e decongestionare la pelle sensibile, reattiva con tendenza allergica, in presenza di piaghe e ustioni, o per sfiammare l’eritema solare. Per questi motivi viene impiegato anche come ingrediente funzionale in creme, unguenti e detergenti per ridurre il dolore, il prurito e il bruciore.

Insomma quest’olio possiede grandi qualità rigeneranti e può essere di grande aiuto nella guarigione di cicatrici, acne, rughe, dermatiti, smagliature, foruncoli e ascessi ed è efficace nei trattamenti per l’invecchiamento cutaneo.

Secondo il disturbo che si intende trattare, per potenziare l’azione dell’olio di Elicriso si può utilizzare anche l’olio di Iperico, o quello di Calendula.

La base più adatta per gli eczemi e la psoriasi, soprattutto se localizzati su mani o piedi, ginocchia o gomiti, per la pelle soggetta a piaghe e ustioni, o per gli eritemi solari, è l’oleolito di Elicriso addizionato a quello d’ Iperico.

E’ arrivata l’estate e con essa la voglia di stare sotto il sole a sguazzare nell’acqua e a prendere la famosa tintarella. Ombrellone, telo, infradito e via a bagnarci per lavar via tutto lo stress accumulato. Guardiamo affascinati la nostra pelle cambiare colore, diventare sempre più dorata. Poi con orrore ci rendiamo conto che le sfumature virano al rosso. Che si fa?

Niente paura, la natura come sempre corre in nostro aiuto, questa volta accompagnata dall’Elicriso.

Dopo aver fatto una bella doccia e aver sciacquato via tutti i residui di crema solare e quant’altro, si procede con l’applicare sulla pelle umida dell’olio di elicriso o dell’unguento che donerà sollievo nell’immediato. L’unguento, nel quale è presente la cera d’api (grazie proprio alle proprietà di quest’ultima) è in grado di formare una barriera che protegge dagli agenti esterni, promuovendo così la rigenerazione della pelle.

L’assunzione regolare del decotto rinforza la pelle contro i raggi solari e gli agenti atmosferici, grazie all’azione filtrante selettiva dei flavonoidi che fungerà da protettivo pre- esposizione solare, preparando così la pelle a una abbronzatura duratura.

Se si hanno a disposizione dei fiori, meglio se raccolti freschi, si può procedere nel preparare un infuso da utilizzare sulle pelli grasse, come sebo regolatore, o come dermopurificante, astringente, rinfrescante e tonificante. Aggiunto all’acqua del bagno, tonifica e decongestiona la pelle di tutto il corpo.